lunedì 15 ottobre 2007

Perocco, Perazza, Camilotti: razzismo e immigrazione

Caro diario,
ho visto in una stanzetta surriscaldata di 1,5 metri per 2 ciò che di solito accade in una maxi sala universitaria…in più vedere nel volto di silvia la tipica ansia da radio dei soggetti di sesso femminile, vedere filippo che non poteva arretrare ulteriormente (viste appunto le dimensioni della stanza) per bilanciare la potenza del suo tono di voce ma soprattutto vedere il professore Fabio Perocco ben intenzionato a calarsi nella dimensione "puntata a jacksound" (ha bandito il Lei e dichiarato va bene qualsiasi musica siamo in radio!) mi ha troppo emozionato!
la puntata è stata difficile. . .più ci addentravamo nel discorso più si ampliava e più si ampliavano le strade percorribili. . .ne avremmo avuto per sempre!?!

Appunti:
Il razzismo è un rapporto sociale di sfruttamento e oppressione esercitato da un gruppo sociale nei confronti di un altro gruppo sociale, legittimato da un sistema di pensiero o ideologia.
C’è una lunga storia del razzismo in Italia ma la specificità di oggi è che assistiamo a un razzismo straordinario, il razzismo nei confronti delle popolazioni immigrate si è intensificato. Il razzismo non è una cosa astratta ha origine materiali e conseguenze materiali, ma soprattutto non ha origine dal basso, dal popolo; ma ha un origine dottrinale e istituzionale, il razzismo ha i suoi teorici. Le politiche migratorie ma anche le politiche sul lavoro tendono a sviluppare il fenomeno del razzismo. Rispetto agli anni scorsi si è verificato un trapasso verso il razzismo popolare, in rapporto al radicamento e all’inserimento sociale degli immigrati agendo come contro spinta per rimandarli indietro in una situazione di marginalità.
Il razzismo vuole produrre separazione: si dice che gli immigrati rubano il lavoro agli italiani, questo pensiero ha come risultato il mettere in concorrenza e separare i lavoratori autoctoni e immigrati per attuare un peggioramento delle condizioni di lavoro di entrambi.
Per contro si dice anche che gli immigrati fanno i lavori che gli italiani non vogliono fare, ma questo ha l’obiettivo di far credere che esistano due mercati del lavoro separati quello degli italiani e quello degli immigrati, cosa smentita pienamente dai dati, anche questa idea ha l’obiettivo di separare i lavoratori autoctoni da quegli immigrati.
Ma la messa in competizione dei lavoratori immigrati e dei lavoratori autoctoni a chi giova? Ma gli interessi dei lavoratori autoctoni e gli interessi dei lavoratori immigrati coincidono o no?
La legge Bossi-Fini ha come obiettivo il contrasto della clandestinità ma in realtà la produce! L’istituto che prevede il vincolo ferreo tra permesso di soggiorno e contratto di lavoro non fa altro che costituire delle porte molto strette per l’entrata degli immigrati che produce in forma industriale clandestinità. Ma questo risultato non è una conseguenza casuale ne’ è frutto di irrazionalità, c’è una dimensione intenzionale da parte della legge di produrre una componente sociale all’interno del nostro paese iper ricattabile e super sfruttata.
L’immigrazione è un fenomeno ineludibile, e ci sono due alternative: o mettersi in una posizione contraria, in un "tutti contro tutti" dove chi ci rimette sono le classi popolari, tutta la popolazione, oppure in uno sforzo difficile..cercare un incontro, un vero scambio, un’integrazione reciproca non è un percorso facile è pieno di ostacoli ma il destino degli immigrati è il nostro destino…il destino delle classi popolari, delle persone che vivono del proprio lavoro.
L’immigrazione ovviamente è un fenomeno che trasforma sia le società di partenza degli immigrati sia quelle di arrivo e la sfida sta nel ribaltare la visione che la trasformazione è in sé portatrice di qualcosa di negativo che spaventa e minaccia le presunte identità e appartenenze, e non un occasione di crescita reciproca e di arricchimento…la storia delle culture è una storia di continue trasformazioni…
Casa dolce casavi è da parte dei proprietari e dalle agenzie immobiliari un palese rifiuto di affittare agli immigrati, la legislazione inoltre pone dei vincoli precisi...gli immigrati per avere il permesso di soggiorno devono seguire le tabelle regionali sulle case popolari, sono obbligati ad avere una casa di una certa metratura, inoltre per ottenere il ricongiungimento familiare gli viene richiesto un target di metratura che non sarebbe sostenibile per la maggior parte delle famiglie italiane. Un’iniziativa a Treviso promossa dall’associazione degli imprenditori prevedeva di fornire ai propri lavoratori immigrati un posto letto (non un appartamento) il cui mantenimento era legato al mantenimento del posto di lavoro. Ovviamente con l’aumento della paura della perdita dell’alloggio aumenta la ricattabilità nel posto di lavoro.
Chi non lavoradata una disparità che gli immigrati vivono per effetto delle politiche migratorie e della legislazione sono loro che oggi vivono le conseguenze più pesanti dal punto di vista lavorativo...precarietà, insicurezza, sfruttamento...ma sono condizioni che pian piano sono destinate ad essere allargate a tutti (e già ne abbiamo qualche assaggio. . .)
Domani mattina vai a scuolal’insuccesso scolastico degli studenti immigrati viene troppo spesso spiegato facendo riferimento a problemi di relazione tra culture e soggetti che non si capiscono...ma è il frutto di mancanza di politiche di inserimento che hanno conseguenze sulla scuola ma sono esterne ad essa, il mancato inserimento sociale di una famiglia ha conseguenze sull’andamento scolastico dello studente, anche l’orientamento scolastico nei confronti degli studenti immigrati non è indipendente da pregiudizi.
Disinformiamociun certo sistema di rappresentazione degli immigrati è funzionale a forme di inserimento sociale di tipo subordinato, una rappresentazione negativa "serve" al mantenimento di una condizione di inferiorizzazione. Condizione e rappresentazione sono elementi dialettici. Inoltre ad essere maggiormente colpite dal razzismo mediatico sono quelle nazionalità che cercano di tutelarsi.
Festeggiamo pure l’8 marzola nostra è una società che oltre ad essere razzista è pure sessista quindi essere donna e immigrata pesa il doppio.
Per approfondire
Abdelmalek Sayad "La doppia assenza"

Christiana de Caldas Brito "Qui e là"

Francesca Coin (a cura di…) "Gli immigrati, il lavoro, la casa"

La frase:
Bortol in diretta riferendosi al prof. Perocco
-Fabio ci deve una bottiglia d’acqua che se l’è scolata tutta!!!!:V-


ho scritto un post da record.

3 commenti:

maizena ha detto...

bello chiaccherare in radio!grazie patty

Anonimo ha detto...

ciccia giuro che la prossima volta che vieni faccio un post intero sul tuo intervento okey?:> porta pazienza per stavolta. . .

Anonimo ha detto...

ma come anonimo??:<